
Magari partiamo con lo spiegare che junk food è la trasposizione anglosassone dell’espressione “cibo spazzatura”. Che se associata alla forma fisica, non è che ci stà tanto bene.
Anzi, il “cibo spazzatura”, cioè quella categoria di alimenti che a fronte di uno scarso valore nutrizionale assicura un elevato apporto di colesterolo e grassi, lo dovremmo proprio mettere da parte.
Non si concilia affatto uno stile di vita che prevede il continuo ricorso a hamburger, patatine fritte, bibite gassate con una quotidianità dedita alla cura del nostro corpo e alla ricerca dell’equilibrio psicofisico.
Buona parte dell’attività di avvicinamento verso il top della forma passa quindi per quello che mangiamo. E per come lo consumiamo. Ma procediamo per gradi.
E’ difficile resistere infatti ad hamburger con salse e bevute di coca cola. Ma se associamo uno stile di vita sedentario a un menù dominato da questo tipo di alimenti vuol dire che non ci vogliamo bene molto.
Né possiamo lamentarci se sovrappeso, o peggio ancora obesità, si oppongono alla nostra felicità. E rendono più ardua la vita al nostro organismo, al punto da farlo incorrere in pericolose derive, capaci anche di sfociare in vere e proprie patologie.
Pubblicità e un indubbio fattore economico, che vede questo tipo di alimentazione quasi sempre a buon mercato, inducono il consumatore a fidarsi.
Ma se è vero che un pasto a base di junk food può costare la metà di un pasto più sano, è vero altrettanto che a questo risparmio può corrispondere il rischio di ingrassare il doppio.
E se un piccolo contributo a diminuire quella percentuale che vuole 1 italiano su 3 sovrappeso possiamo darlo anche noi, siamo ben lieti di farlo.
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