Assunzione di cibo e perdita di peso viaggiano sempre su binari paralleli. Anche se non sempre l’equazione “più mangio, più ingrasso”, oppure “meno mangio meno ingrasso”, va presa alla lettera. Infatti il nostro peso dipende principalmente dalla correlazione fra l’assunzione di cibo e il consumo che ne facciamo sottoforma di dispendio di energie.
Perdiamo peso quindi, se mangiamo molto (e seguendo magari la prescrizione di un dietologo) ma consumiamo altrettanto. Mangiare poco invece può avere conseguenze negative sul nostro organismo. Può portare a carenze di alcune sostanze, oltre a presentare dei risvolti psicologici che non sempre sono affrontabili senza l’aiuto di esperti.
Ma mangiare organizzando piccoli pasti durante la giornata, aiuta a tenere lontana la fame e favorire un miglior rapporto con la nostra alimentazione? Anche in questo caso, aiuta se consideriamo la giusta quantità di calorie in rapporto all’attività fisica svolta. Insomma, spargere i nostri “vizi a tavola” in più tranches per non vederci davanti quei bei piattoni di pasta che ci piace far fuori ogni giorno non serve.
Pianificare tre pasti di spessore qualitativo (non esclusivamente quantitativo) durante la giornata resta l’abitudine migliore che possiamo prendere. Aggiungere uno o due sani spuntini nell’arco delle 24 ore può certamente integrare l’apporto nutritivo di cui necessitiamo. La migliore risposta in questo caso ce la da direttamente il nostro corpo. Ma teniamoci a bada!
Se invece volete seguire una dieta frazionata, che consideri piccoli pasti al giorno, sappiate che questa scelta si avvicina più a un ritmo alimentare da sportivo. E’ ideale cioè per chi ha abituato il fisico ad avere un continuo apporto calorico per impiegare in gran quantità energie o per recuperarle prontamente dopo una prova fisica impegnativa.
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