09 Mar

La bella “tartaruga” che cosa mangerà?

      Marco "mark" Costantino

Detto della retroguardia passiamo al contrattacco. Perché ormai è guerra contro i chili di troppo. Una battaglia (se vogliamo di civiltà) dietro l’altra, da combattere contro un ostico avversario, se stessi. Le nostre azioni di guerriglia contro il peso dell’età che avanza e contro un rigore nell’alimentazione consono al nostro metabolismo proseguono.

 

Ora è bene trattare un altro argomento caldo, la cura dell’addome.
Anche in questo caso parliamo di una parte del nostro corpo che vorremmo sempre tenere sotto controllo e alla quale consigliamo di non strafare. Ma anche in questo caso abbiamo di fronte un osso duro. O meglio, un muscolo duro, che vorremo tutti tonico e granitico, ma che spesso è votato più a una pigrizia che facilmente può creare imbarazzo.

 

E così la “tartaruga”, la definizione dei muscoli addominali sui quali si concentrano tante campagne pubblicitarie di prodotti per il fitness, se ne va. Piano, piano, ma se ne va. Peccato, perché avere una “tartaruga” a portata di pancia è possibile. Come? Non con il metodo Bruno Lauzi, che cantava tanti anni fa: “La bella tartaruga che cosa mangerà? Chi lo sa? Chi lo sa? Due foglie di lattuga, poi si riposerà”.

 

Beh, noi possiamo permetterci altro. A patto di bruciare energie e di fare esercizi specifici che aiutano a raggiungere un bel risultato. Ed ecco lo spo(r)t: “La tartaruga, l’animale che se ci resta sullo stomaco, non dispiace”.  A tal proposito, apro una parentesi. Ci inserisco un consiglio, banale per molti, ma sempre utile da rimettere in primo piano.

 

Una frase ad effetto, un’aspettativa che prende nel piccolo schermo il corpo di avvenenti modelle, un “vorrei essere così” senza quel po’ di sofferenza che rende le conquiste sempre più piacevoli da raggiungere, non aiuta il rapporto con il nostro benessere. Il più delle volte tende invece a minarlo perché lo basa su fondamenta fragili, non misurate sulla nostra specifica struttura fisica, e senza il miglior supporto pratico possibile. Che siamo noi, la nostra volontà e il nostro entusiasmo. Un consiglio spassionato…detto di pancia insomma.

 

Se invece, il consiglio, o il motto, che preferite seguire è “Pancia mia, fatti capanna”, allora il benessere sarà più delle aziende alimentari. Ma non divaghiamo. Il nostro obiettivo resta quello di darci una disciplina e una metodologia che ci permetta di affinare la “vita” e di migliorare la qualità del rapporto col nostro corpo. Ora che abbiamo rinfrancato lo spirito, riflettiamo ancora un po’ che tra una settimana torniamo con qualche esercizio specifico per provare ad addome(sticare) la  tartaruga.

 

 

Categorie: Alimentazione, Allenamento, Benessere, Fitness Tips, Motivation, Palestra, Perdita Peso, Personal Training




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