11 Giu

Microtraumi, ecco come evitarli

      Paolo Ruggeri

dolore

Io li definirei subdoli, perchè non sono facilmente individuabili, se non dopo che il dolore provocato sfocia in vera e propria infiammazione.

Si sta parlando dei microtraumi, piccole lesioni corporee che possono comparire sui muscoli, sui tendini o sulle ossa durante una sessione di allenamento.

Dolore e gonfiore che si accentuano mentre spingiamo sulla caviglia o effettuiamo un particolare movimento col braccio. E il giorno dopo, appena svegli, ecco che una fitta ci fa subito realizzare di avere un problema.

Sarà capitato un pò a tutti. E col passare del tempo avrete fatto anche confidenza con termini del tipo: tunnel carpale, infiammazione al tendine d’achille, gomito del tennista, dolore cervicale, etc.

Una volta che siamo caduti vittima di questo tipo di complicazioni, la migliore medicina è il riposo. In questo modo diamo al nostro fisico la possibilità di ritrovare gradualmente la forma migliore.

Una “riparazione” che richiede però del tempo. E spesso queste problematiche sono focalizzate in parti del nostro corpo che sono difficili da tenere ferme durante la giornata. Portate quindi pazienza per rimettervi in sesto.

Inoltre, se ci facciamo prendere dall’ansia di dover tornare ad allenarci senza aver ritrovato una condizione accettabile rischiamo che le microlesioni peggiorino fino a divenire croniche.

Se sono le fibre muscolari a ricoprire il ruolo di vittima, magari abbiamo esagerato con l’intensità o durata della nostra attività fisica. O ci siamo allenati senza aver prima adeguatamente scaldato i muscoli con esercizi di stretching.

Per evitare di incappare in questi problemi il rimedio principale resta quindi l’allungamento delle fasce muscolari a precedere la “partita” o la corsa.

 

 

Categorie: Allenamento, Benessere, Esercizi, Fitness Tips, Infortuni e microtraumi




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