
Il talento c’è e non si discute. Chi ha visto passare a tutta velocità sullo schermo (meglio ancora dal vivo) Usain Bolt non può non avere la percezione che il ragazzo giamaicano sembri volare su quegli scarpini. Una tale rapidità che quasi i piedi non toccano il terreno.
E tutti a chiedersi: ma come farà ad andare così veloce? Che segreto si cela dietro le vittorie di Bolt? Può un atleta della Giamaica trovare le condizioni favorevoli per esprimersi al meglio senza passare dalle preparazioni professionali a “stelle e strisce”?
Diamo per scontato che alimentazione corretta, vita salutare e allenamento costante siano già stati appuntati sulla lista delle cose da mettere in borsa. Cosa ci vuole ancora? Voglia di competere e agonismo puro? Certo, ma a certi livelli, per raggiungare e abbattere dei record di velocità in quella maniera, si deve aggiungere un altro step.
A differenza dei suoi sfidanti, traspare da Bolt una condizione psicologica molto meno stressante. Lo si percepisce già dalla preparazione alla gara. Il velocista più veloce del mondo non nasconde emozioni, anzi le esterna e fa fluire per il corpo emozioni positive. Lui trasmette gioia dai propri movimenti, gli avversari solo tensione.
Il segreto sta nell’aggiungere alla competitività emozioni positive. Questo equilibrio, sempre più difficile da trovare man mano che la posta in palio aumenta, è fondamentale per non far scendere minimamente la propria concentrazione e per sfruttare appieno le proprie potenzialità.
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