Quando comparve per la prima volta sulle strade non trovò molti estimatori. Tanti puristi storcevano il naso verso quella bicicletta che aveva si due ruote, aveva si un sellino e marce da inserire, ma che sembrava troppo “diversa”. Ma il tempo spesso conforma e normalizza oggetti e situazioni. E così la mountain bike è ora un apprezzato compagno di “lavoro” per tanti sportivi.
Al giorno d’oggi è divenuto addirittura uno sport con tanto di praticanti, sponsor e federazione. E chissà se gli hippies che verso la fine degli amni 60 ne usavano una versione ante-litteram per esplorare gli spazi naturali incontaminati dell’America del Midwest l’avevano già immaginata questa evoluzione?
Fatto sta che oggi la federazione ciclistica italiana ha al suo interno una sezione specifica per la mountain bike. E gare di downhill, letteralmente “giù dalla collina” trovano sempre più appassionati, della due ruote, della fatica e del fango.
Proprio perchè questi mezzi devono attutire attriti con terreni pesanti e sopportare sollecitazioni ben più continue delle classiche bici da passeggio, i telai sono generalmente più “compatti” e resistenti. E per questo motivo sono oggi realizzati in alluminio.
Ma anche in questo caso, come si dice spesso per chi guida un mezzo, auto o bici che sia, è il manico che conta. Inoltre i ciclisti della “bici da montagna” devono avere una muscolatura più pronunciata per padroneggiare curve e salite. Così come è naturale sviluppare un maggiore equilibrio, proprio perchè i terreni frequentati in mountain bike lo richiedono.
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